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Marcel Proust
Autor:Marcel Proust
Nome original:Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust
País:França
Ano de nascimento:1871
Ano de morte:1922
Nascido em:Parigi
Morreu em:Parigi
Biografia de:Franca Fontana
Postado em:2005-03-10
:

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Ritrovate il vostro tempo perduto conoscendo la vita di Marcel Proust.


Marcel Proust (Parigi 1871 - Parigi 1922), scrittore francese.

Marcel Proust nacque a Parigi il 10 luglio 1871. La sua famiglia apparteneva all’alta borghesia parigina. Il padre, Adrien Proust, era dottore in medicina ed aveva ricevuto l’onorificenza della Legion d’Onore dall’Imperatrice dei francesi, moglie di Napoleone III, in riconoscimento dei suoi alti meriti professionali; la madre Jeanne Weil, di origine ebraica, era una donna di eccezionale intelletto, raffinata e appassionata di musica e letteratura. Circa due anni dopo la nascita di Marcel; primogenito, venne al mondo il secondogenito Robert che seguì la carriera paterna e divenne un apprezzato chirurgo.
Marcel Proust visse un’infanzia serena, trascorsa prevalentemente a Parigi da cui si allontanava solamente per brevi periodi di vacanza a Illiers, presso parenti paterni. Da questi luoghi tranquilli ne traeva beneficio anche la sua salute molto fragile e già affaticata da problemi respiratori. All’età di nove anni infatti ebbe un primo serio e preoccupante attacco di asma.
Marcel Proust a undici anni si iscrisse al Liceo di Condorcet, dove affrontò gli studi con buoni risultati e dai quali emerse il suo talento intellettuale; in questo periodo svolse le mansioni di redattore nella rivista scolastica “Revue Lilas”.
Nel 1889, compiuti gli studi liceali, Marcel Proust volle partire per il servizio militare come volontario, tale scelta gli abbreviò la durata, e la destinazione fu Orléans. Per le sue condizioni fisiche, avrebbe potuto anche farsi esentare, ma il giovane Marcel non volle rinunciare a questa nuova esperienza che affrontò con entusiasmo.
Nel 1890 Marcel si iscrisse alla Facoltà di Diritto della Sorbona e alla Scuola di Scienze politiche. Ventenne, studente universitario, favorito dalle agiate condizioni economiche famigliari e dalla sua straordinaria capacità di intrattenere e affascinare l’auditorio, entrò in contatto con i salotti dell’alta borghesia frequentati da importanti politici del tempo, da pittori e scrittori di successo: sovente fu ospite anche dei personaggi più in vista della nobiltà da cui si sentiva attratto da uno spiccato snobismo.
Nel corso di queste esperienze mondane Marcel Proust imparò a guardare con occhio critico la realtà sociale in cui era immerso, analizzò virtù e bassezze umane, osservò intelligenze luminose e stupidità abissali, debolezze comprensibili e viltà ingiustificabili, traendone spunti per la scrittura dei primi racconti dai quale prese inizio la sua attività letteraria. Nel 1892 divenne collaboratore della rivista “Le Banquest” fondata da un gruppo di amici, tra cui J. Bizet, D. Halévy, R. Dreyfus e L. Blum. Sulle pagine di questa rivista pubblicò schizzi di vita mondana, articoli critici sugli avvenimenti parigini e alcune novelle.

Nel 1894 portò a compimento il suo primo libro dal titolo “I piaceri e i giorni”, una raccolta di saggi, racconti e poesie, pubblicata nel 1896 con la prefazione dell’importante letterato parigino Anatole France. Nel 1895 Marcel iniziò il suo primo romanzo a cui lavorò per cinque anni, ma che, dopo averne scritto circa un migliaio di pagine, insoddisfatto lasciò incompiuto. Venne pubblicato postumo col titolo “Jean Santeuil”. In esso si scoprono gli abbozzi della sua successiva grande opera: la “Recherche” (“Alla ricerca del tempo perduto”).

La sua vita privata spesso dava adito a commenti e indiscrezioni in merito alla sua omosessualità: non ne restò esclusa neppure la sua amicizia con il giovane Lucine Daudet, che divenne oggetto di allusioni malevoli (in quello stesso periodo Oscar Wilde era stato processato e condannato a due anni di lavori forzati per la sua omosessualità, scampando alla pena di morte, che era vigore in Inghilterra fino a qualche anno prima). Ne conseguì un duello alla pistola, affrontato con coraggio e fermezza da Marcel. Fortunatamente entrambi i contendenti ne uscirono incolumi.
L’attività di pungente critico di letteratura e costume gli aveva ormai procurato notorietà e prestigio, e Marcel, sempre più ricercato e presente nei salotti mondani della capitale francese, prese a organizzare ricevimenti con grande prodigalità e raffinatezza anche nella sua casa.
Nel 1896 si lasciò coinvolgere da un avvenimento di carattere politico che aveva diviso in due la Francia. Si trattò del caso Dreyfus, un capitano ebreo arrestato ingiustamente due anni prima, con l’accusa di spionaggio e complicità con un militare tedesco. Marcel Proust, così come Émile Zola (che scrisse la famosa lettera “J'accuse”, per la quale fu processato e momentaneamente condannato) fu tra i più energici sostenitori dell’innocenza del capitano, che solamente nel 1899 fu assolto, quando un nuovo processo condannò il vero colpevole.

La sua passione per l’architettura e l’arte favorì il suo incontro con le opere dell’illustre critico d’arte inglese John Ruskin, a cui dedicherà molto studio e approfondimento per portare a compimento le traduzione in francese di due sue importanti opere “La Bibbia d’Amiens” e “Sesamo e i gigli”, traduzioni pubblicate rispettivamente nel 1904 e nel 1906. L’interesse per le teorie estetiche ruskiniane lo portarono in visita fra il 1900 e il 1906 alle numerose cattedrali francesi, fra le quali quelle di Bourges e di Amiens, e altre in Belgio e in Olanda. Soggiornò anche a Venezia con la madre, sempre alla ricerca di opere descritte dallo scrittore inglese.
Alla fine del novembre 1903 morì il padre di Marcel, e nel settembre 1905 morì anche la madre. Furono due lutti che incisero profondamente nella vita dello scrittore, particolarmente legato ai genitori con i quali aveva sempre convissuto. In particolare con la morte della madre Marcel perdeva la figura e l’affetto più importante della sua vita. Passò alcuni mesi in solitudine poi decise di recarsi nella clinica del Dott. Sollers a Boulogne-sur-Seine per trascorrervi sei settimane di cure contro l’asma, aggravatasi nel corso degli anni.
Alla fine del 1906 la scadenza del contratto di affitto lo costrinse a cambiare casa. Si trasferì a Boulevard Hussmann al n° 102, in un appartamento di proprietà di una zia, in cui, per isolarsi da ogni rumore proveniente dall’esterno, fece tappezzare di sughero la sua camera da letto.

Pur nel peggiorare delle sue condizioni di salute - l’asma si era ormai cronicizzata e anche l’insonnia turbava sovente le sue notti - Marcel non rinunciò ad organizzare ancora importanti ricevimenti in onore di amici, critici e musicisti. Mondanità e passione per l’arte continuarono ad essere presenti nella sua vita, al punto che Marcel Proust fu tra i primi ad abbonarsi al “teatrofono”, un mezzo che gli consentiva di ascoltare opere, commedie e concerti standosene disteso nel suo letto.
Inoltre si interessò ad un’altra novità tecnica: l’automobile. Nel 1907 ne comprò una, alla cui guida vi pose alternativamente tre autisti. Fu soprattutto con l’autista Alfred Agostinelli, un giovane di origini italiane, che divenne poi suo segretario, che Marcel percorse lunghi itinerari visitando in particolare città in cui esistevano le cattedrali più antiche. Purtroppo Alfred morì nel 1914 precipitando con un aereo da lui stesso pilotato e la sua scomparsa procurò un’immensa sofferenza a Marcel, legato da un contrastato e volubile amore per il giovane.

Nell’estate del 1909 Marcel iniziò la scrittura della sua prestigiosa opera la “Recherche”, ripartita in sette volumi. Il forte impegno psicologico, la necessità di mantenersi costantemente concentrato nella stesura del romanzo, tanto da preferire la notte per lavorare e il giorno per dormire, lo indussero a ridurre le sue partecipazioni alla vita sociale e gli incontri con gli amici. Gli furono di prezioso aiuto nella conduzione della casa la fedele domestica Céleste e il marito Odillon Albaret, già suo autista.

Nell’agosto del 1914 scoppiò la prima guerra mondiale, alla quale Marcel non vi prese parte a causa della sua malattia. Egli però la seguì con intensa partecipazione, essendovi in essa coinvolti numerosi suoi amici, alcuni dei quali vi trovarono la morte. Lo stesso fratello Robert venne inviato in prima linea come medico, e spesso rischiò la vita.
Nella sua casa di Parigi, da cui si allontanava solamente per brevi visite ad alcuni ospedali dove erano in cura amici feriti nella guerra, Marcel continuò a lavorare alla sua opera, nella quale dedicò numerose, intense pagine su quella grande tragedia mondiale. Dopo la pubblicazione a spese dell’autore del primo volume “Dalla parte di Swann” (1913) - nessuno infatti, nemmeno fra i suoi amici intellettuali, comprese all’inizio l’importanza dell’opera - seguì il secondo volume, “All'ombra delle fanciulle in fiore” (1919), che ottenne un successo maggiore del primo e a cui venne assegnato il “Premio Goncourt” nello stesso anno.
All’inizio del 1919, Marcel dovette lasciare la sua abitazione messa in vendita dalla zia. Trovò un nuovo appartamento in Rue Hamelin al n° 44. La vita sociale di Marcel, prima così ricca, andò sempre più riducendosi ad un numero molto ristretto di amici, divenendo sempre più segregata e solitaria, tutta dedita alla scrittura dei successivi volumi pubblicati con puntuale regolarità: il terzo “I Guermantes” (1920), il quarto “Sodoma e Gomorra” (1921).

Le uscite di casa ormai rarissime avvenivano solamente per occasioni importanti. Quel minimo indispensabile per rendersi conto del mutare della vita sociale e dei nuovi talenti artistici alla ribalta. Ebbe così il modo di conoscere durante un pranzo Igor Stravinskij, Pablo Picasso e James Joyce. In questa occasione purtroppo i due più importanti talenti letterari europei del momento non riuscirono a simpatizzare. Successivamente James Joyce si rattristò di questa mancata intesa.

La fama di Proust aveva ormai raggiunto il vertice, ma lo scrittore, che sentiva l’esaurirsi delle proprie energie vitali, in una lotta accanita contro il tempo per poter portare a compimento il grande disegno del romanzo da lui progettato, costringeva il suo fisico a continui stress: veronal e oppio per dormire, caffeina e adrenalina per fronteggiare le fatiche. Enorme fu il suo sollievo quando riuscì finalmente a porre la parola fine al settimo manoscritto.

Gli ultimi volumi: il quinto “La prigioniera”, il sesto “La fuggitiva”, il settimo “Il tempo ritrovato”, vennero pubblicati postumi rispettivamente nel 1923, 1925 e 1927.

Nell’ottobre del 1922 venne colpito da bronchite e congestione polmonare, ma rifiutò le cure del medico. Anche il fratello Robert giunto a fargli visita non riuscì a convincerlo a farsi ricoverare in clinica. Le condizioni di salute peggiorarono e Marcel Proust morì nel pomeriggio del 18 novembre 1922 nella sua abitazione di Parigi. La sua salma fu sepolta nel grande cimitero parigino del Père-Lachaise, accanto ai genitori.


Acutissimo nell’indagine psicologica e nell’introspezione, autore di pagine indimenticabili sulla condizione dell’uomo dinnanzi all’amore e alla morte, Marcel Proust, sotto questo aspetto, si accosta ai grandi moralisti classici del ’600 francese, mentre, per le infinite ricchezze di invenzione narrativa e linguistica, e per l’estrema originalità e varietà dei temi affrontati, si colloca fra gli autori più rappresentativi del ’900.
Nella sua “Recherche”, capolavoro assoluto che ci rivela tutta l’eccezionale genialità dell’autore, in cui si intrecciano costantemente elementi autobiografici, domina il motivo del tempo rievocato in una miniera di immagini e ricordi minutissimi. L’aspetto più innovatore e caratteristico dell’opera consiste nella particolare forma di rievocazione che essa assume: il passato è rivissuto e recuperato non attraverso la successione ordinata degli avvenimenti, ma attraverso la memoria stimolata da associazioni di idee e da analogie di sensazioni e di emozioni.
Nelle sue pagine stupende emerge il tentativo dello scrittore di sottrarre gli eventi vissuti all’effimera contingenza e all’azione distruttrice del tempo, recuperandoli nelle intermittenti illuminazioni della memoria e consegnandoli all’arte nella loro pura immutabile essenza.


Abbiamo disponibili varie citazioni di Marcel Proust.

Sito consigliato per approfondire la conoscenza di questo autore:
http://www.marcelproust.it

Galeria de imagems

Os livros catalogados de Marcel Proust:
Albertine scomparsa
All'ombra delle fanciulle in fiore
Alla ricerca del tempo perduto
Alla ricerca del tempo perduto I - Dalla parte di Swann (Du côté de chez Swann) (1913)
Alla ricerca del tempo perduto I - La strada di Swann (Du côté de chez Swann) (1913)
Alla ricerca del tempo perduto II - All'ombra delle fanciulle in fiore (À l'ombre des jeunes filles en fleurs) (1919)
Alla ricerca del tempo perduto II - All'ombra delle fanciulle in fiore (À l'ombre des jeunes filles en fleurs) (1919)
Alla ricerca del tempo perduto III - I Guermantes (Le côté de Guermantes) (1920)
Alla ricerca del tempo perduto III - La parte di Guermantes (Le côté de Guermantes) (1920)
Alla ricerca del tempo perduto IV - Sodoma e Gomorra (Sodome et Gomorrhe) (1921-1922)
Alla ricerca del tempo perduto IV - Sodoma e Gomorra (Sodome et Gomorrhe) (1921-1922)
Alla ricerca del tempo perduto V - La prigioniera (La prisonnière) (1923)
Alla ricerca del tempo perduto V - La prigioniera (La prisonnière) (1923)
Alla ricerca del tempo perduto VI - Albertine scomparsa (La fugitive) (1925)
Alla ricerca del tempo perduto VI - La fuggitiva (La fugitive) (1925)
Alla ricerca del tempo perduto VII - Il tempo ritrovato (Le temps retrouvé) (1927)
Alla ricerca del tempo perduto VII - Il tempo ritrovato (Le temps retrouvé) (1927)
Dalla parte di Swann
Giornate di Lettura
I Guermantes
I piaceri e i giorni (Les plaisirs et les jours) (1896)
Il raggio di Sole sul balcone
Il tempo ritrovato
Massime e aforismi dalla 'Recherche'
Sodoma e Gomorra
Sulla lettura (Journées de Lecture) (1905)
Citações de Marcel Proust:
In quei momenti brevi ma inevitabili, in...
L'amore è lo spazio e il tempo resi sens...
Gli altri, non potendo mai situarsi dal...
Desideriamo essere capiti, perché deside...
Una malattia, una guerra, possono durare...
Solo col pensiero si posseggono le cose...
[Il] libro essenziale, il solo vero libr...
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